Per Fabrizia
La nostra cara Fabrizia Borghi ci ha lasciato oggi. Per molti anni ha animato la vita dell’Anisa, facendo anche parte del Consiglio Direttivo, impegnandosi sempre per la qualità e il rigore di progetti e iniziative che avessero respiro ampio e contribuissero a formare docenti di alto valore professionale. Abbiamo perso una grande studiosa, una grande storica dell’arte, oltreché architetto. La ricordo a scuola, nel quotidiano lavoro per far crescere giovani menti con dedizione estrema ma anche con l’ironia fulminante delle sue battute. Fabrizia parlava solo quando era necessario e allora le sue parole erano sempre acute, per intelligenza viva delle cose e profonde, per l’immensa cultura posseduta. Del suo stile minimalista era indizio il firmarsi sempre con le lettere minuscole, limitandosi spesso alle sole iniziali.
Quando non era a scuola, aveva sempre una sigaretta in una mano e un libro nell’altra. Era raro che non avesse conoscenza di qualcosa, anche di minore importanza. La ricordo con la sua innata eleganza senza tempo, nessun gioiello se non delle spille esagerate e fantastiche che solo lei riusciva a portare con assoluta noncuranza. La sua passione per Vienna, Venezia, l’opera lirica. Indimenticabile Fabrizia, ti sono grata per tutto questo, per l’esempio che mi hai dato e per l’amicizia di cui mi hai onorato. Riposa nella vera pace.
Clara Rech
(Presidente emerita ANISA)
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Ho conosciuto Fabrizia nel 2003, era con Clara [Rech n.d.r.] ad una manifestazione pubblica. Fabrizia insegnava come Clara al Liceo Bertrand Russell. Non parlava molto, quindi in principio non mi fece una particolare impressione.




