Per Fabrizia Borghi: ricordo di Clara Rech e di Teresa Calvano

Per Fabrizia

La nostra cara Fabrizia Borghi ci ha lasciato oggi. Per molti anni ha animato la vita dell’Anisa, facendo anche parte del Consiglio Direttivo, impegnandosi sempre per la qualità e il rigore di progetti e iniziative che avessero respiro ampio e contribuissero a formare docenti di alto valore professionale. Abbiamo perso una grande studiosa, una grande storica dell’arte, oltreché architetto. La ricordo a scuola, nel quotidiano lavoro per far crescere giovani menti con dedizione estrema ma anche con l’ironia fulminante delle sue battute. Fabrizia parlava solo quando era necessario e allora le sue parole erano sempre acute, per intelligenza viva delle cose e profonde, per l’immensa cultura posseduta. Del suo stile minimalista era indizio il firmarsi sempre con le lettere minuscole, limitandosi spesso alle sole iniziali.
Quando non era a scuola, aveva sempre una sigaretta in una mano e un libro nell’altra. Era raro che non avesse conoscenza di qualcosa, anche di minore importanza. La ricordo con la sua innata eleganza senza tempo, nessun gioiello se non delle spille esagerate e fantastiche che solo lei riusciva a portare con assoluta noncuranza. La sua passione per Vienna, Venezia, l’opera lirica. Indimenticabile Fabrizia, ti sono grata per tutto questo, per l’esempio che mi hai dato e per l’amicizia di cui mi hai onorato. Riposa nella vera pace.

Clara Rech

(Presidente emerita ANISA)

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Ho conosciuto Fabrizia nel 2003, era con Clara [Rech n.d.r.] ad una manifestazione pubblica. Fabrizia insegnava come Clara al Liceo Bertrand Russell. Non parlava molto, quindi in principio non mi fece una particolare impressione.

Fu quando nacquero le Olimpiadi che cominciammo a frequentarci di più e mi accorsi della sua sterminata cultura e via via della sua ironia e della sua affidabilità. Abbiamo lavorato molto insieme non solo per le Olimpiadi ma anche per diversi convegni nel periodo della collaborazione con i Musei Vaticani durante la Direzione Paolucci. Abbiamo fatto insieme bellissimi viaggi: a Londra, Ginevra, Parigi e Vienna dove ci ha presentato un suo caro amico con cui siamo andati all’Opera e a un concerto all’aperto e che abbiamo poi incontrato anche a Roma.
La famiglia di Fabrizia era originaria di Reggio Emilia, così lei e sua sorella si trovarono immediatamente a loro agio al mare a Riccione, nella stessa località da noi frequentata da anni, dove comprarono un appartamento in una stradina tranquilla vicino casa nostra. Lì hanno trascorso belle vacanze, ogni anno vi restavano da Pasqua a ottobre.
Circa due anni fa, la salute di Fabrizia ha cominciato a peggiorare; nonostante tutto leggeva molto e seguiva le varie catastrofi di questo mondo.
Il mio pensiero in queste ore va alla sorella Daniela che in questi ultimi mesi con grande coraggio ed abnegazione ha cercato in tutti i modi di renderne più lieve l’ultima parte della vita.
 
Teresa Calvano
(Socia ANISA, già Presidente e membro del Direttivo Nazionale, ideatrice delle Olimpiadi del Patrimonio)