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                     ANISA COMMUNITY

 

 

 

               Sull’insegnamento della Storia dell’arte al liceo classico: riflessioni e proposte.

Che ne pensate? (15 dicembre 2008)

La collega Silvia Tomasi, docente di storia dell’arte (Pisa) propone una discussione sulla riconfigurazione del piano orario del Liceo Classico.

Premessa –

- I nuovi piani Gelmini prevedono, allo stato attuale, l’insegnamento per la materia sui cinque anni, per solo un’ora alla settimana.

- In molti licei classici è in vigore una sperimentazione che, invece, vede lo stesso schema di insegnamento, ma raddoppiato, con due ore alla settimana.

Proposte

A) L’optimum sarebbe, ovviamente, puntare ad una estensione a tutti i licei classici delle 2 ore per 5 anni. La storia dell’arte diventerebbe una disciplina con una sua forte identità e valore formativo (si vedano la lettera-appello di Clara Rech a Mario Dutto del 9/12/08 e quella a firma di M. Lisa Guarducci e A. Pieraccioni, entrambe sul sito anisa.it ).

B) Nel caso che ciò non fosse  possible per motivi di costo e/o per motivi di piano orario, dato che sono previsti potenziamenti anche per matematica e per la lingua straniera (e qui si dovrebbe ragionare in un’ottica complessiva pluridisciplinare):

b-1) restando il limite max a 5 ore in verticale, sarebbe a mio avviso molto meglio iniziare nel triennio con lo schema 1+2+2, per le seguenti ragioni:

-         per evitare la palese assurdità di una cattedra con 18 classi

-         perché i ragazzi del liceo sono in possesso di più attrezzate competenze linguistiche e critiche, e l’insegnamento avrebbe una valenza diversa

-         perché due ore sono assolutamente necessarie per svolgere con un minimo di senso il programma sull’arte dal rinascimento al Settecento e dall’Otto al Novecento 

b-2) se si aprissero spazi per contrattare soluzioni intermedie, la più logica e conseguente mi pare quella di 6 ore, tutte concentrate al triennio (2+2+2) per le ragioni sopraindicate

Questa ipotesi mi pare decisamente migliore, da un punto di vista didattico, di quella di insegnamento di un’ora settimanale soltanto sui cinque anni, con il solo correttivo di aumentare di un’ora solo l’ultimo anno, in vista dell’Esame di Stato, per le cosiddette ‘tesine’ (1+1+1+1=2).

Inviate i vostri commenti all'indirizzo: community@anisa.it

Messaggi: Annamaria Frisone Messina, 15/12/2008; Italo Pellizon 16/12/2008; Anna Pia Giansanti, Senigallia 17/12/2008; Gloria Caser, Bolzano 18/12/2008; Bruna Stefanini, Pesaro 19/12/2008; Paola Torniai, Palestrina 20/12/2008; Lisa Guarducci, Firenze, 24/12/2008, Sandra Zecchini, Bologna, 12/01/2009; Simone Mereu, 23/12/2009; Mara Seveglievich, Venezia, 03/02/2009; Elena Smoquina, Novara, 04/02/2009; Elisabetta Carnelli, Firenze, 05/02/2009; Angela Mirto, Viareggio, 09/02/2009; Paola Viotto, 11/02/2009; Laura Mantovani, Milano, 16/02/2009; Elena Smoquina, Novara, 16/02/2009; Maria Anna Crocenti, Orvieto, 04/03/2009

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Annamaria Frisone Messina, 15/12/2008

Mi posso ormai considerare una vecchia insegnante di storia dell'arte di liceo classico,da anni ho sperato e mi sono impegnata perchè l'insegnamento di questa disciplina potesse avere una definizione più adeguata,ma ahimè alla luce di tali proposte gelminiane non posso che con grande dolore considerare la loro insensatezza.Cara collega quanto tu proponi mi sembra proprio la soluzione migliore,la storia dell'arte con il potenziamento al liceo può acquistare dignità e gli alunni consapevolezza del bene inestimabile che la nostra terra possiede ma non conosce.disponibile a partecipare a qualsiasi iniziativa in difesa di ciò che insegniamo con amore,ti porgo i più sinceri auguri di buone feste Annamaria Frisone Messina

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Italo Pellizon 16/12/2008

Con riferimento al progetto di riduzione delle ore di Storia dell'Arte nei curricola classico - Linguistici, gradirei che il Ministro non si limitasse a ridurre la mia Disciplina ad un'ora soltanto, ma che la rendesse anche facoltativa, elevandola così alla dignità della Religione cattolica.

Sta di fatto che metà delle ore di Storia dell'arte le devo dedicare, in relazione alla programmazione iconografica specifica, alla catechesi cristiano - cattolica - ortodossa - protestante et cetera.
Pertanto, potrei ache svolgere funzione supplente nei confronti degli insegnanti di Religione.
 
"Chi non ha arte né scienza deve rifugiarsi nella Religione"
J.W. Goethe
 
"L'Arte è la sola attività metafisica a cui ancora la vita mi obblighi"
 
distinti saluti
prof. Italo Pellizon

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Anna Pia Giansanti, Senigallia 17/12/2008

 

Cari colleghi,

Sono docente di Storia dell’arte da più di trent'anni ed attualmente insegno presso un Liceo sperimentale linguistico, germinato da un Liceo Classico .

Sono ormai prossima alla pensione ma ho la sensazione che tutti questi anni non siano trascorsi  tanta è la forza e la voglia di fare che vive ancora dentro di me, nonostante le “ svegliatacce” alle sei del mattino, tutte le mattine, da ventitré anni, per raggiungere in tempo la mia scuola.

Ho visto con mio grande disappunto che nel progetto di "riforma" le ore di Storia dell’Arte sono diminuite pesantemente sia nei Licei Classici che nei Linguistici.

Vedo soprattutto che tutto il mio lavoro e quello di tanti altri docenti che erano riusciti ,grazie alle sperimentazioni, a svolgere un ruolo dignitoso nella scuola con questa disciplina, è mortificato gravemente da questa “riforma” e la cosa mi addolora profondamente.

Ho subito sottoscritto il vostro appello perchè il Ministro rifletta su questa scelta, appello che vedo sottoscritto ogni giorno da docenti, studenti e genitori.

Mi sembra davvero impensabile ridurre le ore d'insegnamento della disciplina ad una sola ora settimanale anche nell'ultimo anno di corso, quando, come chi ha avuto o sta avendo un'esperienza scolastica sa, la Storia dell'Arte rappresenta il punto di riferimento per tutte le altre discipline: storiche, letterarie e filosofiche.
Lo dimostra il fatto che la gran parte delle "tesine" o "percorsi" elaborati dagli studenti per l'esame di maturità gravitano attorno a questa disciplina.
Da vari anni si era ovviato all'esigua presenza dello studio delle arti figurative nel Liceo Classico di gentiliana memoria con le mini sperimentazioni che avevano aumentato le ore a due settimanali per ogni anno di corso. Anche i Licei linguistici con la riforma Brocca avevano conservato le due ore settimanali.

Ora si cancella con un colpo di spugna tutto il lavoro di queste sperimentazioni che erano diventate ormai consolidate e che hanno prodotto studenti preparati e sensibili di fronte al patrimonio artistico di cui l'Italia si vanta.
Ma è proprio questo il punto e la contraddizione.
Ogni giorno assistiamo ad una "fame di Arte" che si manifesta in tanti modi: code chilometriche per visitare mostre, documentari e trasmissioni televisive, pubblicazioni anche divulgative dalle bellissime immagini che vengono ormai vendute anche in edicola... e poi tagliamo la disciplina nelle scuole. Proprio nel luogo più adatto ad educare  fin dalla più tenera età ad amare, a sentire proprio il patrimo nio dell'arte, perchè senza l'amore non ci sarà mai rispetto e considerazione nè tutela della nostra storia e delle nostre radici.
Un'ora alla settimana è meno che niente, sarebbe solo una fatica in più per gli studenti che dovrebbero con così poche ore essere "giudicati" dal docente senza ricevere alcun beneficio didattico. Come si potranno dare agli studenti con una sola ora le conoscenze, le competenze lessicali, i collegamenti con le altre discipline storiche, filosofiche e letterarie ?
Non ho molte speranze che il Ministro Gelmini o chi per lei riveda il tutto perchè noi storici dell'Arte, e comunque docenti di discipline artistiche, siamo troppo pochi nella Scuola italiana se paragonati ad altre categorie di docenti e non facciamo timore a nessuno... la no stra voce è troppo flebile accanto a chi oggi può urlare e sa farsi sentire... tuttavia il rinvio di un anno dell'attuazione della "riforma" della secondaria non deve farci  abbassare la guardia, io sarò con voi perchè ci credo e non mossa da interessi personali che, data la mia anzianità professionale, ho superato.
Vi ringrazio per l'attenzione, Anna Pia Giansanti, Senigallia

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Gloria Caser, Bolzano 18/12/2008

 

Leggendo che i nuovi piani Gelmini prevedono questa novità,  mi chiedo se tale decisione  oltre ad esprimere la necessità di risparmiare, esprima anche un progetto didattico. E quale sarebbe?  
Qualche anno fa,  al Liceo Carducci di Bolzano abbiamo sperimentato  "l'ora sui cinque anni" ma dall'esperienza abbiamo imparato che nessuna materia può creare competenze valutabili con un'ora settimanale (che peraltro viene spesso a cadere per festività di vario genere); insegnare in modo così superficiale non lascia segno, non crea relazioni culturali condivise.
Si faranno delle conferenze a tema? Si dirà studia da pagine 100 a pagina 150. E come si verificheranno dei ragazzi che non si "riconoscono"? 
Sono d'accordo sul 1+2+2 o addirittura 2+2.  Meglio abolire la materia che questa svilente mediazione! 

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Bruna Stefanini, Pesaro 19/12/2008

 

Le proposte fatte potrebbero anche andare bene, ma mi chiedo: diamo per scontato di non poter aspirare alle 2 ore in tutti e cinque gli anni? Abbiamo un anno di tempo per mobilitarci con forme anche più visibili di quelle attuate finora. Ribadire in maniera forte cercando anche l'appoggio di personaggi autorevoli che conoscere l'arte di questo paese è basilare perchè è l'unico bene inimitabile e qundi unico al mondo. Che una grossa fetta (turismo) dell'economia  si muove grazie a questo patrimonio. Che ogni cittadino italiano dovrebbe avere nel pur minimo bagaglio culturale di base la consapevolezza di questo bene. E potrei continuare. Io penso che dovremmo alzare un po' la voce soprattutto negli ambiti culturali e mediatici. Grazie dell'attenzione. Bruna Stefanini Pesaro

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Paola Torniai, Palestrina (Roma) 20/12/2008

 

   Leggendo molti degli interventi al dibattito sulla presenza oraria della Storia dell'Arte ho rilevato,con una certa perplessità,un'accettazione fatalistica di quanto proposto dal legislatore,quasi non fosse da contemplare la possibilità di un confronto serrato,la volontà ad alzare,per una volta e con sacrosante ragioni,la voce,la determinazione a pretendere il mantenimento,se non l'estensione e il potenziamento,di ciò che gli altri(la Francia)ci riconoscono come un merito,ovvero l'insegnamento della Storia dell'Arte,appunto,inserito,di recente, nei loro piani educativi.
  Non voglio qui riferirmi alla mia personale esperienza di docente impegnata dall'A.S.1991/1992 in una sperimentazione parziale autonoma(poi,dal 1994/1995,coordinata)presso il Liceo Classico Claudio Eliano di Palestrina,ben poca cosa al confronto dei risultati eccezionali ottenuti dall'ANISA in questo settore(basterebbe citare la collana delle pubblicazioni di Dialogo con l'Arte per la Marietti Scuola,a cura di Lucia Lazotti,Lida Branchesi e Maria Antonietta Destro)o dei grandi meriti scientifici del  Progetto RIACIS del CEDE,o ,ancora, a quanto ottenuto sul campo,con un costante lavoro di ricerca e aggiornamento,quotidianamente, da anni e anni di didattica sperimentale,nei vari Licei d'Italia,uniformati o no al modello Brocca.   
   Sono dell'idea che non si può partire con una proposta al ribasso,ma,se si è convinti delle proprie ragioni - e penso che questo sia l'intendimento comune- è necessario studiare strategie operative (ad esempio invitare a riconsiderare le tre ore di storia nel biennio ginnasiale oppure stabilire un'ora aggiuntiva di laboratorio,quantunque  facoltativa). Motivi per sostenere la nostra richiesta ce ne sono a iosa:
   Questi sono solo alcuni spunti,se si vuole,di lotta o,altrimenti,proposte operative;quel che è certo che non bisogna arrendersi. Buon lavoro
 
 
Paola Torniai 
Liceo Classico Claudio Eliano
Palestrina(Roma)  
 
P.S.la trasmissione Report sta organizzando una serie di trasmissioni sulla scuola;chi vuole può inviare i propri contributi a s.rimini@rai.it.
 
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Lisa Guarducci, Firenze 24/12/2008

La proposta di un'ora settimanale al Liceo Classico ( e mi pare anche al Linguistico) è indecente per la cultura del Paese (che è in primis artistica, come sa bene chi vende l'italian style in giro per il mondo) e per il decoro di noi insegnanti. Noi saremmo gli unici a vedere azzerati gli anni di sperimentazione senza una valutazione sul campo, impossibilitati ad affrontare in modo corretto un qualsiasi percorso didattico, espulsi di fatto dall'esame di maturità perchè privi degli strumenti adeguati, ed in più con un numero iperbolico di studenti (e relativi genitori) pari a nessun altro. Trovo che questa sia discriminazione pura e semplice. Tacere questa situazione vorrebbe dire di fatto accettare, e non possiamo permetterlo per noi e per chi verrà dopo. Grazie ad ANISA per aver preso a cuore apertamente la questione; grazie per ospitarci in questo spazio. Anch'io credo che non dobbiamo mollare ora, e che non dobbiamo accontentarci di nulla che non siano le 2 ore settimanali concesse a qualsiasi disciplina considerata degna di questo nome. Aspettavo con curiosità la riforma perchè, ingenuamente, ritenevo che non avremmo avuto che da guadagnare. Sono esterrefatta dalla creatività del legislatore che è riuscito nel miracolo: aumentare di 1 ora il totale, e dimezzare in corso d'opera il parziale. Come direbbe Totò: è proprio vero che la somma non fa il totale! Condivido la necessità di coordinare le nostre energie e di farci sentire. Intanto sostenendo con tante firme ANISA.  Grazie a tutti, Lisa Guarducci (Liceo Classico "Michelangiolo", Firenze)  p.s. Nel frattempo ho sensibilizzato al problema i miei alunni: chiedere loro di sostenere il potenziamento di Storia dell'Arte, essendo in un Liceo Classico, è stato una passeggiata: possibile che solo il "riformatore" non se ne renda conto??

 
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Sandra Zecchini, Liceo Minghetti di Bologna 12/01/2009

Sono pienamente d'accordo con la collega Guarducci. Insegno in un liceo classico di Bologna dove da anni abbiamo (con successo, siamo pieni di iscrizioni) le due ore settimanali dalla quarta ginnasio alla terza liceo in tutte le sezioni. Non ritengo dignitoso accontentarsi di niente di meno. Altrimenti non mi resta che approfittare dell'accorpamento delle classi di concorso (nessuno ne parla? a mio parere l'intenzione del ministero non è dare diciotto classi a noi, ma usare l'ora di storia dell'arte per completare la cattedra dei colleghi di lettere e costringere noi alla riconversione coatta) per insegnare un'altra materia, meno sottovalutata e disgraziata. Con la morte nel cuore.

 
 
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Simone Mereu, Cagliari, 23/01/2009

Cari colleghi e soci,

sono un giovane, quarantene nella gerontocratica Italia, docente di Storia dell’arte e di Arte e territorio, da ultimo ho letto i vari post del forum, molta carta stampata, tanti siti e mi pare che tutti si sia consapevoli della logica contabile-economica dei tagli nella scuola, purtroppo pagati pesantemente dalla nostra disciplina.

Mi è venuta un’idea, forse ovvia, probabilmente non brillante, ma reputo praticabile: si potrebbe mantenere la seconda ora nei licei classici vincolandola allo studio del patrimonio storico-artistico e paesaggistico regionale, mantenendo le ore in organico ma attribuendo l’onere finanziario ad ogni singola regione (con un esborso finanziario di molto inferiore alle risorse economiche destinate alle varie progettualità non sempre efficaci e restando interni alla logica federalista da ultimo imperante), opzionalmente con l’adesione volontaria all’iscrizione alla quarta ginnasio, vincolante per i cinque anni. Si potrebbero avere a tal punto articolazioni della cattedra secondo quanto segue:

IV Ginnasio      (1+1)

V Ginnasio       (1+1)

I Liceo             (1+1)

II Liceo            (1+1)

III Liceo          (2+1)

In tal modo si potenzierebbe l’organico e si garantirebbe quello studio delle realtà locali, spesso citato e raramente attuato, per il quale ANISA fortemente si impegna con le sue diversificate attività. Ovviamente ogni Consiglio Regionale dovrebbe deliberare in tal senso, tenendo conto che la valorizzazione della cultura e del patrimonio culturale è dovere istituzionale degli enti regionali, non facendolo dovrebbero risponderne ai cittadini nonché elettori.

 

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Mara Seveglievich, Venezia, 03/02/2009

 

Assolutamente inaccettabile l'ora settimanale di storia dell'arte nei licei classici, linguistici e delle scienze umane, come evidente a tutti, tranne che al legislatore, per tutte le motivazioni che emergono dagli interventi. 
Ampiamente superato dalle annose sperimentazioni il decrepito ordinamento Gentile (1+1+2 al triennio classico), che, però, salta fuori quando fa comodo.
Impossibile sostenere il peso di diciotto classi, impossibile valutare.
La logica del "meglio due ore al triennio" non mi sta affatto bene: non bisogna cedere, ma mobilitare i media (sugli studenti e sulle famiglie non c'è da contare più di tanto: prendono quel che gli si offre), non abbassare la guardia e ricontrattare le due ore settimanali per tutti e cinque gli anni.
E' la ratio (se mai ce n'è una) che è sbagliata in pieno: tre ore nel liceo artistico non servono - paradossalmente - perché la disciplina è sostenuta ampiamente e sostanziosamente dall'intera proposta curricolare e l'utenza è più povera di strumenti per "reggere" la complessità che la materia assumerebbe nelle tre ore settimanali. Va mantenuta per due ore settimanali nel classico, nel linguistico e nel liceo delle scienze umane proprio perché sostenuta da un'offerta curricolare "generalista", ancora ricca e sostanziosa sul piano culturale.
Quando dappertutto, in Europa e persino negli USA, si rivaluta la scuola generalista, da noi si ripropone una sballatissima prospettiva di specializzazione nei licei a mascherare il puro e semplice risparmio di risorse.
 
Mara Seveglievich, docente di storia dell'arte al Liceo Classico "A. Pigafetta" di Vicenza

 

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Elena Smoquina, Novara, 04/02/2009

Perchè i nostri colleghi di ed. fisica sono riusciti a far cambiare idea sulla valutazione della loro materia in una settimana, mentre le bozze dei nuovi quadri orari che girano in rete assegnano ancora un'ora settimanale a storia dell'arte? In effetti però è giusto, loro hanno evidentemente più voce in capitolo: di ore alla settimana infatti ne hanno il doppio.

Temo abbia ragione la collega che ipotizza un accorpamento della classe di concorso 61/A con altre, perchè non si può delegittimarla ulteriormente. Facciamo un rapido calcolo: io ho sempre fatto fare una verifica al mese in tutte le classi; se continuo così, con 18 classi di almeno 25 alunni ciascuna, per 8 compiti (4 per quadrimestre) fa... 3600 tremilaseicento compiti all'anno? E' impossibile, la mia calcolatrice non funziona. Però posso fare solo 3 compiti per quadrimestre (due è impossibile, poi ci sono gli assenti che comunque dovrebbero recuperare e allora tanto vale). 18 classi per 20 alunni (sperando negli assenti) per 6 compiti... fa solo duemilacentosessanta compiti all'anno. Forse il piano del ministero è farmi finire uccisa dall'addetto alle fotocopie.
Con amarezza e rassegnazione, obbedisco.
 
Elena Smoquina, Novara

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Elisabetta Carnelli, Firenze, 05/02/2009
 
Sono completamente d'accordo sulla proposta di concentrare l'insegnamento della storia dell'arte nel trennio del liceo classico, anche se cominciando in IV ginnasio andremmo di pari passo per esempio con il programma di storia. E ovviamente con un numero di ore congruo. Attualmente insegno in un liceo classico con la sola ora settimanale. Vivo in uno stato perenne di ansia nel dover contemporaneamente svolgere un programma decente, interrogare 25/28 ragazzi per classe due volte a quadrimestre ( con pagellini interquadrimestrali), combattendo quotidianamente contro il tempo. E tutto questo arrivando alla fine dell'anno (sono anche precaria quindi ogni anno cambio scuola) senza neanche aver imparato il  nome i di tutti i miei alunni, senza poter dire di associare con sicurezza il nome a un volto. Non parlo neanche di una minima conoscenza dei ragazzi, praticamente impossibile. Grazie per avermi dato l'opportunità di scrivervi
Elisabetta Carnelli
Firenze

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Angela Mirto, 09/02/2009

Ho insegnato per 15 anni Storia dell’arte in un Istituto d’arte a Siracusa, insegno da dieci anni arte e territorio in un ITER (tecnico commerciale ad indirizzo turistico) a Viareggio. E’ inutile sottolineare che in un istituto che forma periti nel settore turistico lo studio della storia dell’arte è o dovrebbe essere considerato come professionalizzante.

Ho sempre amato moltissimo la disciplina che insegno per caso o per fortuna. Avrei potuto insegnare greco o latino od italiano e storia, ma ho fatto il concorso per la storia dell’arte ed è iniziato un percorso che non cambierei con niente al mondo. Vi dico questo perché anche io, come Sandra Zecchini, pavento, anzi sono certa, che dietro la riduzione di ore per l’arte ci sarà anche l’accorpamento delle cattedre, ad esempio con l’italiano. E penso seriamente che questo vorrebbe dire buttare competenze didattiche acquisite sul campo ed assolutamente diverse da quelle di chi insegna lingua o letteratura italiana.

Un’altra cosa di cui tutti, tranne il governo, siamo consapevoli è che l’insegnamento dell’arte nelle scuole è uno snodo disciplinare assolutamente unico, perché unisce agli aspetti storici, espressivi, emotivi, estetici anche quelli tecnici. L’oggetto di studio è insieme un dato concreto, materiale, con tutte le caratteristiche di ciò che nel mondo è realtà fisica, ed espressione spirituale, prodotto di un pensiero razionale che ha in-formato di sé la materia bruta. Un ponte di felicissima pervietà, se si pensa a come questo permetta agganci molteplici con quegli adolescenti  in lotta fra i dati fisici ed emotivi del loro crescere e i dati della conoscenza del mondo e della cultura di cui sono parte e che spesso rifiutano perché si sentono da essa rifiutati.

Però mi chiedo se abbia senso stare a parlare di numero di ore, una più una meno, e non di cambiamento totale di organizzazione dell’insegnamento. Se si lasciassero parcellizzate in ore settimanali le lezioni che richiedono lenta e costante assimilazione (lingue, compresa quella madre, matematica etc.) e si accorpassero in moduli, anche pluridisciplinari e che occupino una parte limitata dell'anno scolastico, le materie storiche, chissà, forse si troverebbe una soluzione adeguata a:

-          un numero di ore che, non illudiamoci, sarà ridotto;

-          una totale inutilità della didattica frontale ex cathedra;

-          la impossibilità di fare più spesso lezione sul campo uscendo da scuola;

-          la difficoltà di far fare vera ricerca agli alunni  e di far esperire loro parte dei linguaggi visivi che studiano.

Rivedere lo statuto epistemologico della nostra disciplina, Gelmini o non Gelmini, credo sia ormai indispensabile.

Angela Mirto

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Paola Viotto, 11/02/2009

Insegno ormai da più di trent'anni al classico, inizialmente con il famigerato 1+1+2.

Da qualche anno eravamo riusciti, con molta fatica e resistenze da parte di alcuni colleghi, a introdurre un'ora di arte nel ginnasio, su scelta delle famiglie, con molta soddisfazione da parte dell'utenza e aumento progressivo delle richieste. Infine, l'anno scorso, grazie ad una preside che finalmente non considerava più la nostra una materia di serie B eravamo riusciti ad avere le due ore su cinque anni. Risultati ottimi e tanto entusiasmo da parte di tutti Adesso la doccia fredda,.Un'ora su cinque anni è persino peggio del vecchio schema, per i motivi che tanti hanno già fatto notare.

Quello che fa rabbia è leggere, nelle bozze del ministero, che la storia dell'arte verrà "potenziata". Oltre al danno, la beffa. Il ministero ignora, o finge di ignorare, quello che le scuole hanno fatto in questi anni (Stesso discorso si potrebbe fare per l'introduzione dell'inglese nel triennio: la mia scuola ce l'ha da quindici anni, come quasi tutte le scuole italiane, e questi ce la presentano come un novità!) Questi programmi sono stati scritti da gente che non mette piedi in scuola da trent'anni, e che non è nemmeno capace di fare due conti o di immaginarsi cosa voglia dire avere diciotto classi, non solo per noi, ma in primo luogo per gli allievi.

Natralmente preferirei di gran lunga mantenere le due ore su cinque anni, ma 1+2+2 sarebbe comunque meglio dell'attuale insana proposta

Paola Viotto

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Laura Mantovani, Milano 16/02/2009

Insegno storia dell'arte in un liceo classico milanese, dove vige ancora il vecchio ordinamento e non sono mai state attivate sperimentazioni di alcun tipo. L'insegnamento della materia con 1 ora settimanale, come ben sappiamo, è reso estrememente difficile dalla mancanza di continuità, dovuta anche al fatto che spesso tale unica ora si perde, vuoi per una festività o per qualche altro motivo legato alla corrente vita scolastica. Solo in terza l'insegnamento acquista una sua maggiore dignità e il monte-ore permette finalmente di avere quella minima continuità indispensabile perchè esso abbia qualche efficacia. Tralascio i problemi legati alla valutazione così ben espressi già da altri colleghi. Ora l'ipotesi Gelmini ci toglie anche questa opportunità e mi chiedo davvero come sarebbe poi possibile affrontare l'esame di stato, visto che, a differenza di religione (l'unica altra materia con 1 ora settimanale su 5 anni, non a caso facoltativa e esente da vere e proprie valutazioni), storia dell'arte risulta poi a tutti gli effetti materia di esame (quest'anno, ad esempio, io sono interna in ben due classi). Che dire? Sono molto preoccupata del fututo della storia dell'arte nel liceo classico e penso che la proposta della collega Tomasi sia oggettivamente la più fattibile e realistica. Due ore nelle tre classi del liceo permetterebbero un insegnamento più continuo ed adeguato,garantirebbero una preparazione più completa degli studenti e implicherebbero da parte del ministero un investimento economico aggiuntivo non eccessivo rispetto a quanto finora proposto. Appoggio in pieno questa proposta e sarebbe importante fare sì che venisse accolta dal ministro nei curricula obbligatori, non lasciando eventualmente la scelta alle singole scuole.

Laura Mantovani)

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Elena Smoquina, Novara, 16/02/2009

In risposta alla collega Sandra Zecchini, segnalo che nel contratto per la mobilità è apparso l'accorpamento di alcune classi di concorso: per le materie letterarie la A043 e la A050, per le materie artistiche la A025 e la A028. Se non ho interpretato male, e spero che qualche collega più avveduto possa smentirmi, chi ha passato la vita a insegnare italiano alle medie (cattedra che sarà fortemente ridotta) potrà automaticamente insegnare italiano agli istituti tecnici e chi insegnava educazione artistica alle medie (cattedra sovrabbondante di perdenti posto) potrà insegnare disegno tecnico allo scientifico. Spero di aver letto male questa parte del contratto o di averla male interpretata. Per ora, non sembra interessata la A061. Chiedo cortesemente ai colleghi di correggermi se ho capito male. 
 

Elena Smoquina, Novara  

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Maria Anna Crocenti, Orvieto, 4/03/2009

Premesso che la proposta della collega Tomasi mi sembra la più sensata anche se, comunque, sa di sconfitta, visto che continuano a spacciare questa riforma come rivoluzionaria e strepitosamente ricca di novità, cianciando di potenziamenti a destra e a manca chiediamo che siano rese note le cifre:

- quanti licei classici, ma non solo, hanno mantenuto l‘ordinamento tradizionale e quanti hanno adottato le varie maxi e/o mini sperimentazioni;

- quanti licei linguistici sono nati grazie all’ordinamento Brocca (anche lì ci tagliano, che vi pare?);

- quanti Istituti d’arte sono diventati Licei d’arte con ordinamento Brocca

- ecc.ecc.ecc.

Fuori i numeri insomma, ché la gente non ci capisce niente e si beve le menzogne come acqua purissima.

Maria Anna Crocenti, Liceo Classico di Orvieto (Brocca, ovviamente!)